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Un sorriso a regola d’arte

L’innovazione tecnica è quel ponte che collega presente e futuro nel campo medico; allo stesso modo gli artisti contemporanei attraverso le loro ricerche concettuali tentano di costruire quel ponte immaginario nel percorso della vita dell’uomo.
E l’emozione della scoperta e della meraviglia spesso si esprimono attraverso un bel sorriso.

In occasione della la 48^edizione della SIDO International Congress, ORTEAM presenta, in collaborazione con la galleria d’arte contemporanea Fabbrica Eos di Milano, “Un sorriso a regola d’arte”.

All’interno del nostro stand i partecipanti al congresso avranno la possibilità di vivere, attraverso le opere degli artisti Dario Goldaniga e Fabio Giampietro, un’esperienza unica che travalica le dimensioni spaziali e le percezioni sensoriali.

FABIO GIAMPIETRO
HYPER PLANES OF SIMULTANEITY
Passato, presente e futuro esistono simultaneamente.
Ecco la sintesi del progetto Hyperplanes of Simultaneity che l’artista milanese Fabio Giampietro insieme ad Alessio de Vecchi (virtual designer) ha presentato a Milano, precisamente a Palazzo Reale nel 2015 e con il quale si sono aggiudicati il prestigioso Gold Award a The Lumen Prize 2016, concorso internazionale dedicato ad arte e nuove tecnologie.
Hyperplanes è un’esperienza di inside Painting: indossando l’ Oculus Rift VR, un dispositivo di realtà virtuale sviluppato inizialmente per essere impiegato nell’industria dei videogiochi, ci si trova immersi all’interno di una grande tela realmente dipinta da Giampietro, ma in una visione a 360°. Si viene catapultati dentro la realtà tridimensionale dei quadri, dove tutti gli oggetti e le sfumature sono state ricreate con una raffinata tecnica di virtual design.
D’un tratto le barriere dell’arte crollano: i confini del quadro e la sua cornice esplodono e il rapporto di continuità e simultaneità tra le tre dimensioni spaziali e il tempo diventa tangibile annientando ogni distanza contemplativa e stimolando un’ esperienza psico-sensoriale immersiva unica. Dilatazione virtuale della pittura.

Avviene in un istante l’incontro tra il passato rappresentato dalla pittura tradizionale, precisamente olio su tela, il presente in cui avviene l’esperienza immersiva e il futuro in cui si viene proiettati attraverso la nuova tecnologia.

“Questo progetto tratta dei tre piani temporali e la loro simultaneità paradossale attraverso la combinazione di una mostra tradizionale e un’esperienza di realtà virtuale. La tela rappresenta il piano temporale del passato. Una volta iniziato il progetto ci chiedevamo se la visualizzazione di un’opera d’arte, un dipinto nella fattispecie, tramite Oculus sarebbe riuscita a trasmettere la sensazione tangibile e organica che una tela può offrire, superando la sensazione astratta ed asettica tipica delle ricostruzioni digitali. Dopo una serie di iterazioni siamo riusciti a rendere la dimensione tattile della tela, la pittura e le pennellate.” – Fabio Giampietro –

DARIO GOLDANIGA

[…] la pazienza, giunta agli scultori dal dio greco [Vulcano, dio patrocinatore di scultori e alchimisti], quasi per una sorta di filogenesi professionale, ha condotto Goldaniga sulla via di una ricerca etica, umanistica, ma anche profondamente ecologica, dato che quelli di cui si serve per costruire le sue forme sono spesso materiali di risulta, scarti di produzione, objet trouvé.
[…] Goldaniga usa ciò che ha a disposizione, ciò che trova nell’immediato intorno della sua esperienza, per farne l’oggetto di una trasformazione (e di una trasmutazione) che solo riduttivamente possiamo definire “estetica”, ma che, invece, concerne lo sviluppo di una visione più olistica del cosmo e della natura.
[…] sculture composte con gli scarti della fusione bronzea, frammenti che l’artista salva dalla distruzione, reintroducendoli nel circuito di produzione artistica e validandone il potenziale costruttivo.
[…] planisferi e geografie piane prendono vita in una dimensione liquida e mercuriale, con forme che si costruiscono per progressive fluidificazioni, attraverso coaguli e addensamenti che disegnano contorni di corpi magmatici. Goldaniga non nasconde l’origine plasmatica di questi frammenti, ma anzi ne rimarca la natura casuale, imprecisa, piegandola, in qualche modo, alle necessità produttive. Così, quelle che l’artista crea sono immagini solide ma incompiute, chiaramente leggibili, eppure sufficientemente indeterminate.
Estratto dal testo “Geografie Siderali” di Ivan Quaroni

Vi aspettiamo presso il nostro Stand.

10/10/2017